Il Progetto SHELL

Il contenuto elettronico e informatico di apparati ed elettrodomestici nell'abitazione, e di dispositivi personali sempre più diffusi, rende oggi possibile la comunicazione tra oggetti eterogenei (elettrodomestici, tablet, impianti domotici, home theatre). I dispositivi sono sempre più interconnessi e dialoganti tra loro, ma sul mercato reale le opportunità  derivanti da questa interconnettività  stentano a diventare dominio di molti.

L'obiettivo primo del progetto è passare dalla potenzialità  all'attuazione, partendo da prodotti di mercato, per garantire ricadute di business fin dal breve periodo e sviluppare attività  di ricerca verso nuove soluzioni, innovativi modelli di business, nuove opportunità .

A tale scopo, il progetto propone un framework di interoperabilità aperto, libero e accessibile, struttura portante e strumento abilitante per soluzioni verticali in ambiti diversificati e multifunzionali (energy, security, comfort). In modo interconnesso, la completa apertura e accessibilità  alla infrastruttura tecnologica promuoverà  innovazione. Il modello sarà  aperto, win2win, basato su paradigmi di open innovation, e azioni di cooperazione tra società  manifatturiere e non, di grandi dimensioni, piccole e medie imprese, per consolidare i business tradizionali di ognuno e generare nuove opportunità  derivanti dalla interoperabilità. Il lavoro analizzerà  anche come trasformare l'interoperabilità  tecnologica in interoperabilità commerciale / business stimolando la creazione di nuove figure professionali. Il progetto punta a rendere l'ambiente domestico e i dispositivi in esso presenti tra loro interoperabili, per accrescere l'efficienza energetica e la sicurezza della casa e il comfort delle persone che la abitano. In tal modo, la casa si predispone a diventare un nodo funzionale e interoperabile di una più estesa Smart Community , aperta alle nuove opportunità  delle Smart Cities.

Il progetto trasforma la casa in un insieme di ecosistemi condivisi ed interoperabili, modellando la tecnologia su gli occupanti, per un ambiente che accanto alle tradizionali funzionalità  domotiche può produrre quelle azioni e sensazioni che lo rendono esattamente a misura di chi lo abita. Si proporrà  un substrato tecnologico completo, basato sulla integrazione delle più differenti tipologie di interfacce, e su reti di sensori ambientali e strutturali. L'elettrodomestico, l'arredamento, l'infisso, e tutto ciò che nelle diverse modalità  interagisce con l'utente domestico, diventano fonte di informazioni per il core del sistema, in cui vengono prese decisioni e comandate azioni. Verranno allo scopo definite opportune ontologie dei dispositivi (fisici e/o virtuali), e fornite descrizioni semantiche delle possibili interazioni fra di essi. Il framework di interoperabilità, necessario a realizzare gli obiettivi progettuali, includerà  anche la definizione di design hardware di riferimento, per moduli di interfaccia, nodi gateway necessari ad abilitare l'interoperabilità  di oggetti e sistemi legacy , e reti sensoriali. Dal substrato tecnologico si passerà  ai servizi, introducendo il concetto di manager, un set di algoritmi che astraggono dai dispositivi fisici e lavorano sulle funzionalità, prescindendo dal dettaglio dei sistemi. I manager sono connessi alla tipologia di servizi e funzioni da attuare: energy manager, comfort manager, safety & security manager. Il paradigma della condivisione, abilitante rispetto all'obiettivo della interoperabilità , rappresenterà  il denominatore comune delle attività  progettuali sopra descritte, e consentirà , da parte dell'intero ecosistema casa, la condivisione ed esposizione di dati e azioni per abilitare l'integrazione di interfacce uomo-macchina evolute ed adattative, e per predisporre la casa alla interazione con strutture gerarchicamente superiori.

Il progetto prevede inoltre attività  d'integrazione, prototipazione e testing funzionale, per validare sperimentalmente il framework, nelle sue componenti hardware e software.